PETER GABRIEL al TRAMEZZINO

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Al TRAMEZZINO
Pizza & Vip, vista Duomo
di Luca Bonacini
Peter Gabriel
leader dei mitici Genesis
 Uno degli spuntini più golosi della città, è quello che si può gustare al Bar Tramezzino di Modena sbirciando lo skyline di piazza Grande che negli ultimi cento anni non è cambiato quasi per nulla, fatta eccezione per il palazzo disegnato da Giò Ponti, costruito dove un tempo si ergeva il vecchio Tribunale. Il piccolo locale all’angolo fra piazza Grande e Via Castellaro, da quel punto di vista cosi speciale, è stato testimone silenzioso di tutti i grandi avvenimenti accaduti a Modena nell’ultimo secolo. Nel 1936 con insegna Bar Moka, era condotto dai fratelli Galassi che vi rimasero per un lungo periodo, offrendo anche una prelibata gelateria, che si poteva gustare comodamente seduti ai tavolini dell’ampia distesa. Intorno al ’60 venne gestito da due gemelli, poi nel ‘76 vi fu Benito Preziosi che vi somministrò il primo hot-dog della città, e a cui si riconoscono cambiamenti radicali, con la creazione di un attrezzato locale attiguo dove preparare le celebri specialità del Tramezzino, pizze in molteplici versioni, rustiche in mille varianti, calzoni farciti nei modi più appetitosi, fino a una smisurata scelta di panini ripieni di ogni grazia di Dio. “Gli ultimi anni in cui la Borsa era in piazza Grande, via Castellaro e via Scudari erano gremite di commercianti. C’erano i più grandi industriali della carne, che per suggellare i contratti si davano appuntamento al Tramezzino e gustavano la nostra specialità: il panino alla frittata di cipolle, e di zucchine”. Le successive conduzioni dovettero affrontare un periodo buio per il centro storico, eroina e lsd erano arrivate anche a Modena, e Piazza Grande il luogo di quel mercimonio. Anna Pilli preziosa collaboratrice di quel periodo ricorda che :
Piazza Grande, patrimonio dell’umanità
“ al locale si vedevano personaggi modenesi noti e meno noti, come la Gina, popolare e appariscente passeggiatrice, o come Augusto, celebre leader dei Nomadi”. Poi nell’87 furono Gerry e Giuseppe a rilevare il Tramezzino dalla famiglia Pasquale, puntando sempre sulla specializzazione ma anche sulla varietà dell’offerta, e applicando rigorosi standard nella scelta delle materie prime. E oggi quando nelle mattine più nebbiose, l’insegna a neon del Bar Tramezzino si intravede appena, e Modena si sta svegliando, eccoli già al lavoro, per gli ultimi preparativi prima che arrivino i clienti. Saranno studenti, impiegati, negozianti, commesse, professionisti, affezionati habitué di ogni giorno, oppure musicisti famosi come Peter Gabriel che arrivò in bicicletta, “dopo aver registrato alcune canzoni in città, aveva raggiunto pedalando piazza Grande, e avendo voglia di pizza si era fermato al Tramezzino, fu un cliente ad accorgersi della celebrità appoggiata al bancone, e gli chiese un autografo, poi anche gli altri presenti si accalcarono per portare a casa un ricordo della voce dei Genesis e di quell’incontro memorabile”; o come Edoardo Bennato, “con i suoi inconfondibili occhiali scuri, che attendeva davanti all’ingresso con pazienza il calzone alle verdure appena ordinato”; oppure come Gianni Morandi “che si mangiò un tramezzino con tonno e cipolline, insieme al sindaco”;  contribuimmo inconsapevolmente anche alle prove del primo Pavarotti International che si svolse in piazza Grande, “le prove erano durate più del previsto e noi stavamo per chiudere, accennammo ad abbassare le saracinesche, ma una voce amplificata ci fermò: “non potete chiudere le saracinesche , il Maestro sta provando”uno di noi attese con pazienza che avessero terminato”. I personaggi passati da Tramezzino sono tanti in 23 anni di gestione, continua Gerry: “ricordo Luca Carboni che venne a bere una Becks; Raffaella Carrà insieme al compagno Japino; Ela Weber, che entrando mi chiese : ciccio bello mi puoi scaldare una pizzetta ? Fino a Michelle Hunziker  “che entrò in bar
rincorrendo un concorrente della trasmissione Stranamore”; e all’Ingegner Forghieri, emblema della Ferrari: “che viene da noi almeno due volte all’anno per una pizzetta o un hot-dog”. C’è anche una piccola tradizione all’insegna della modenesità, che ricorre ogni 25 dicembre :
il prelibato panino di Babbo Natale, con zampone ben caldo, alimento principe per il modenese doc.
Pubblicato sul Resto del Carlino 2010

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