WHISKY da PAURA nella terra dei motori

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WHISKY & ACETO BALSAMICO
nella terra dei motori
di Luca Bonacini
foto di Alessandro Boscolo Agostini
Pubblicato su LiveIn 2012

Mirco Casari, modenese, ha due grandi passioni : l’aceto balsamico e il whisky. Entrambi, per dare il meglio di sé hanno bisogno di tempo e richiedono lunghi anni di affinamento, oltre a un amorevole cura.
L’intenso profumo del balsamico tradizionale di Modena ti avvolge entrando in quel sottotetto, rigorosamente esposto a sud, e le botti centenarie arredano interamente l’ambiente, da qui dopo 12 o 25 anni di invecchiamento, il prezioso oro nero verrà imbottigliato e spedito in tutto il mondo.

Nel frattempo l’immensa raccolta di preziose bottiglie di whisky, reperite con pazienza certosina dopo anni di ricerche, partecipando ad esclusive aste, o visitando negozietti insospettabili, giace in un intero piano dell’edificio. La patria dei motori, dei salumi, e delle figurine dunque, nasconde un’altra eccellenza museale, già nota, nell’esclusivo club di appassionati di whisky, disposti ad attraversare continenti, e a solcare oceani, pur di vedere quelle rare bottiglie destinate ai più nobili palati, anche se inibita al grande pubblico. Un vero e proprio giacimento per gli amanti dei distillati di gran pregio, una smisurata collezione di oltre 20.000 bottiglie, di Whisky e Cognac, edizioni limitate, tirature speciali, versioni commemorative create dalle più celebri distillerie del mondo, in particolari occasioni. Silenziosi corridoi, dalle pareti completamente rivestite di preziose bottiglie, dove si cammina con una certa soggezione, i movimenti sono rarefatti, per timore di sfiorare quei rari gioielli, che forse non saranno mai stappati, è un viaggio nello spazio e nel tempo, attraverso i grandi avvenimenti del Novecento, ecco alla mia destra una bottiglia ideata per il compleanno della regina Elisabetta, più su quella per il matrimonio di Lady Diana e il Principe Carlo, accanto un decanter per le nozze di Sarah Ferguson e il Principe Edward, i distillatori si sono proprio divertiti a disegnare le bottiglie più bizzarre, non dimenticando usi e costumi del proprio paese, ecco dunque una fila di bottiglie scozzesi millesimate con date che fanno impallidire 1840,1870,1920, etichette che descrivono scene di caccia, bottiglie in ceramica dalle forme più stravaganti: a forma di carabina, di pallina da golf, di pallone da football, di alambicco; dalla mensola, due occhi mi guardano con intensità, è una grande bottiglia piena di whisky fatta a King Kong; ma ecco i premier inglesi a cui rende omaggio la Bowmore una delle case più rappresentative, o ancora i famosi 18 anni della Mc Callan, forse la più celebre distilleria, che dedicò all’iniziatore di questa collezione, attivo fin dal 1950 una speciale bottiglia. Ma anche i cugini americani sono presenti, e allora ecco il whiskey Wild Turkey, in quindici bottiglie differenti a forma di tacchino, simbolo della distilleria; una serie intitolata in memoria dei presidenti americani, a notabili di ogni epoca, ad attori e cantanti famosi da John Wayne, ad Elvis; e poi gli sport americani con i campioni del passato del basket, del baseball, del rugby, che troneggiano su decanter pieni di raffinato whiskey Tennessee. 

L’ampiezza di questa raccolta è stupefacente ed è impossibile non meravigliarsi di fronte a bottiglie con duecento anni di vita, con l’etichetta ancora perfettamente conservata, malgrado i tanti chilometri percorsi. Bottiglie appartenute a un privato abbiente, oppure che provengono da un negozietto all’altro capo del mondo, saranno arrivate da un grossista che ha ceduto l’attività, o da un bar che ha chiuso, oppure saranno il risultato di un’asta per assegnare il contenuto di un vascello naufragato nel Mare del Nord, ma oggi sono qui, per la gioia dei nostri occhi, diligentemente in fila, ordinate, catalogate, tenute a temperatura controllata, quasi ogni giorno spolverate, e al sicuro dalla luce e dal rumore. La bottiglia preferita? Se per Enzo Ferrari la macchina più bella era quella che doveva ancora essere progettata, per il collezionista la bottiglia più preziosa è quella che ancora deve essere acquisita, la più inafferrabile.

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