Ci ha lasciato Piero Valdiserra

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Tra le notizie più dolorose di questo Natale l’apprendere che nella notte di ieri è mancato Piero Valdiserra. Giornalista professionista, PR marketing della Rinaldi Importatori di Bologna, è stato uno dei più fini interpreti del bere dotto e consapevole nella più ampia accezione, dedicando buona parte del tempo che non destinava al lavoro nell’approfondire le varie branche dell’enologia e della gastronomia spesso condividendo con gli altri il suo sapere e le sue ricerche, attraverso pubblicazioni mirate, realizzate con gusto, competenza ed eleganza. Un gentleman sotto le Due torri, sempre garbato e bonario nel confrontarsi con gli altri, capace di portare sempre un contributo di spessore e ironia. Lo rivedo mentre mi racconta il vino come pochi altri in uno dei nostri pranzi alla Cantina Bentivoglio o da Franco Rossi, oppure in ufficio da lui, dove saltava sempre fuori una super bottiglia, che stava valutando di inserire insieme a Marcello De Vito nella gamma Rinaldi, e se si trovava nei pressi della sua scrivania state pur certi che era davvero super. Mi rimangono le camminate per Bologna in sua compagnia, erano uno spasso, ne sapeva una più del diavolo su questo o quel locale e non erano pochi quelli che ricorrevano a lui per avere un prezioso consiglio e decidere della serata. Sembra impossibile che non vedremo più il suo sorriso. No, non è vero, lo rivedremo ancora, e sarà certamente a tavola. Ciao Piero.

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Piero Valdiserra, Bolognese, classe 1957, dopo gli studi classici, e la laurea in Scienze Politiche, aveva conseguito il Master in Business Administration alla Bocconi di Milano, per poi riversare la sua attività nel marketing, operando con aziende di largo consumo (D&C, Gruppo Buton Vecchia Romagna), e per la Fiera di Bologna), approdando nel 1998 alla direzione Marketing e Relazioni Esterne della Rinaldi Holding, tra i gruppi di beverage nazionali, di maggior rilievo. Aveva anche operato come ricercatore economico presso Nomisma, ricoprendo vari ruoli come consulente di direzione, responsabile di uffici stampa, e dedicandosi con successo alla formazione. Proficua la collaborazione con giornali e riviste, di settore e non, e trasmissioni radiofoniche e televisive, con centinaia di articoli e saggi di enogastronomia, di turismo enogastronomico e di marketing e comunicazione. Sommelier e membro di diverse associazioni professionali, era stato fondatore e presidente del club enogastronomico bolognese GAUDIO (Gruppo Amici Uniti Di Indole Oraziana). Tra i suoi numerosi volumi, l’apprezzato “50 calici di un bevitore curioso”, del 2007; “Bologna la Grassa Bologna la Magra – Le Isole dei Sapori”, insieme a Giulio Biasion nel 2010; “La geometria del viaggio”, nel 2011; e Spaghetti alla Bolognese nel 2016, ultima sua prova letteraria, dedicato alla leggenda di questo piatto non bolognese, ma creduto tale dal resto del mondo, che gli aveva procurato una notevole eco sulla stampa nazionale e internazionale, e che lo stava impegnando in un tour nazionale di happening.

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di Luca Bonacini