L’Acetaia che piacque a Robert De Niro

Commenti (0) Cibo, Modena & Co, Personaggi

deniro-cover

foto-di-gabriele-cabassi-villa-san-donnino-modena

Nel 1959, con il completamento del tratto autostradale Modena/Bologna, i dintorni di San Donnino, si modificheranno profondamente. Oltre alla costruzione del cavalcavia, verrà  tagliato un pezzo della tenuta di Villa San Donnino, raro gioiello liberty di notevole interesse storico artistico, oggi parzialmente nascosto dalla vegetazione, edificato il 14 marzo 1910 su commissione del Tenente Claudio San Donnino, con affreschi e decorazioni di Aroldo Bonzagni (1887-1918), tra gli ispiratori del Futurismo. La villa sarà acquisita nel 1947 dalla famiglia Lonardi, che ancora oggi ne detiene la proprietà con Davide Lonardi e la moglie Cristina, dal 2003 impegnati a implementare la già cospicua acetaia di famiglia, affermando un brand oggi consolidato anche all’estero. Ma vi è un altro motivo perché Villa San Donnino continua a far parlare di sé. Nel 1976 vennero girate alcune scene del film Novecento di Bernardo Bertolucci, catapultando alla ribalta internazionale dei cinefili questo gioiello. Un cast stellare, con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Dominique Sanda, Alida Valli, Sterling Hayden, Stefania Sandrelli, i quali per alcuni giorni si stabilirono nel parco della villa, con l’intera troupe del film. L’ingresso della villa, si vede nel primo atto, scena 14, del film, quando entra Robert De Niro, mentre l’affascinante Dominique Sanda, scende dallo scalone e gli viene incontro. Un fil rouge con il Cinema, iniziato qualche anno prima, con una reclame che ebbe come protagonisti Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, ma che creò qualche fastidio, per l’invadenza del pubblico che voleva assistere alle scene, e questo rischiò di precludere le successive richieste che arrivarono ai Lonardi, come accadde anche in prima battuta agli emissari di Bertolucci, i quali ebbero parere affermativo a “girare” nella villa, solo dopo una convincente mediazione del sindaco Rubens Triva. Il sodalizio con la settima arte continuerà anche in seguito, con un documentario firmato da Folco Quilici ed altri camei. E oggi il luogo, pressoché intatto, continua ad essere più che mai meta di appassionati d’arte, cinema, e aceto balsamico, non solo sedotti dal fascino della villa, che conserva pregevoli opere d’arte, ma anche per quella famosa acetaia, con oltre cinquecento botti, e alcune batterie di proprietà di famosi personaggi, tenute a dimora dai Lonardi. La villa continua ad essere sotto ai riflettori, grazie all’ottimo aceto balsamico e all’eccezionale location, dove, recentemente si sono visti anche il fondatore di Facebook Marc Zuckerberg e Pierce Brosnan, James Bond tra i più amati della saga di 007.

maxresdefault

di Luca Bonacini

Pubblicato su QN Resto del Carlino – marzo 2018

Crediti fotografici: Gabriele Cabassi, Max Default, Acetaia Villa San Donnino