Polenta e crescentine all’ombra del castello

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polenta

Se ci si trova a passare da Vignola, e si è colti da un incontrollabile desiderio di crescentine, ecco dove andare. Il cibo iconico originario del Frignano, cosi caro ai modenesi si può gustare da asporto, anche nella città dei Contrari, presso un’insegna aperta nel 2015. Una start-up guidata dalla giovane e dinamica Lucia Boni, che decide di interrompere un percorso lavorativo sicuro e sceglie l’incertezza di un’attività imprenditoriale, un nuovo viaggio, per lei e la sua famiglia, fatto di tradizioni culinarie antiche e di ricette tramandate di madre in figlia, declinate in modalità street-food. “Era da alcuni anni che coltivavo il sogno di aprire una tigelleria – racconta Lucia Boni, che prima del 2015 era insegnante di educazione fisica e allenatrice di pallavolo – e tante volte lo avevo condiviso con papà Eligio, che viveva a Roma per lavoro, tutta la settimana. Riflettevamo su una formula di ristorazione che potesse offrire crescentine fumanti preparate espresso a tutte le ore, e garantisse a chiunque, quella magica e golosa emozione. Decisi di licenziarmi, e di cambiare registro, esplorai i borghi modenesi più belli, fino a quando non trovai il locale giusto”. Era impossibile non innamorarsi di quell’angolo di Vignola, in zona pedonale, una posizione facilmente raggiungibile dai parcheggi limitrofi, vicino al Mercato, con la possibilità di un dehor all’ombra degli alberi del viale, “e così ristrutturammo i locali – conclude Lucia – creando una zona open space dove preparare le crescentine a vista”.

tigelle-modenesi

Oggi il periodo di rodaggio si può dire decisamente superato, dopo che sono trascorsi circa tre anni da quando “In bottega”, così si chiama il locale, ha inaugurato in viale Mazzini a Vignola (Mo), a pochi passi dalle mura e dal Castello. Lievito di birra, e tre impasti diversi, con farina bianca; cruschello; farina bio di farro senza strutto ne latte, danno crescentine morbide, fragranti, cotte a puntino, che risultano leggere e digeribili, mentre il ricco menu propone un’ampia scelta di salumi modenesi e nazionali, alcuni presidio Slow-Food, selezionati accuratamente. Poi la polenta, ormai scomparsa dai nostri menu, servita alla spina da ottobre a marzo, nelle varietà Taragna, Bramata a grana grossa, e Storo, da accompagnare a golosi intingoli, come il ragù di salsiccia, il ragù alla Bolognese, il cinghiale, il friggione con polpettine, ma anche fagioli; seppie e Taleggio; burro e Parmigiano, Brie e tartufo. Tra le specialità anche la torta al testo, una focaccia salata di origine umbra, che nell’impasto contiene uova e pancetta, da consumare da sola oppure farcita. Il tutto innaffiato da una piccola carta di birre artigianali e vini.

di Luca Bonacini

Pubblicato su Qn Resto del Carlino – luglio 2018