La pasta, ieri, oggi, domani, raccontata da Carlo Ottaviano

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Eggplant pasta sprinkled with herbs in a plain white dish

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La pasta, che ci accompagna da secoli, e ci nutre con piacevolezza da tempo immemore, oggi come ieri ci parla di casa, di famiglia, di buono. Le sue origini antichissime, che risalgono almeno alla civiltà ellenica, lo rendono ancora “il cibo” da mettere in tavola, per andare a colpo sicuro. Uno spartiacque, che sancisce il momento in cui l’uomo abbandonò la vita nomade per diventare agricoltore, imparando la semina e il raccolto, via via di generazione in generazione, padroneggiando sempre di più la lavorazione del grano, la macinatura, dando vita a impasti sottili amalgamati con acqua, da cuocere inizialmente sulla pietra arroventata. L’accurato lavoro di ricerca e redazione di Carlo Ottaviano, firma di spessore della gastronomia italica che in passato ha diretto anche Le Vie del gusto e il Gambero Rosso, rende la pubblicazione completa ed esaustiva di tutte le domande che mai ci verrà voglia di porre sull’argomento. Attraverso le suggestive immagini di Silvia Vaulà e un testo ricco di approfondimenti e curiosità, ci si potrà immergere nell’universo pasta, toccando ogni più importante ambito di un tema vastissimo. Si comincia con una parte storica ed etimologica attraverso leggende e certezze sulla pasta, prima, durante e dopo Marco Polo e i suoi viaggi. Dalla coltivazione del grano, alla sua trasformazione in pane e poi in pasta, definendo a quest’ultima il ruolo di protagonista delle mense, e pietanza destinata a creare condivisione anche nella comunità familiare. Si prosegue con l’evoluzione che questo cibo ha avuto nel corso dei secoli, punteggiando la Penisola di infiniti differenti formati, tagli, e miscele di farine diverse, attraverso un universo di ricette domestiche, ognuna con una sua dignità e piacevolezza. La pasta ieri, oggi, domani, mentre tradizione e innovazione si sfiorano, e si rincorrono, attraverso ricette secolari, e nuove tecniche di preparazioni e cotture, con pacifiche rezdore che rivendicano ricette tramandate da secoli, e chef stellati proiettati nel futuro, in 18 capitoli e 320 pagine di gusto che esplorano la storia dell’alimentazione che è stata e che verrà. “Pasta in tavola” nato come libro strenna 2016 del Banco Popolare, si aggiunge alle precedenti pubblicazioni, che hanno trattato di pane, vino, formaggio, conserve, ed è stato presentato da Carlo Ottaviano in un percorso itinerante attraverso molte piazze italiane, abbinando l’happening a degustazioni e laboratori per adulti e bambini, sui diversi impieghi che la pasta ha avuto nella tradizione delle diverse regioni italiane. «La pasta è storia, la pasta è economia, è società. La pasta è convivialità, incontro, vita; è gusto e sapienza, sogno e nostalgia. In una farfalla, in un singolo pacchero, in ogni spaghetto – ha spiegato Carlo Ottaviano, curatore del volume. – ci sono anni di tradizioni e ricerca, di innovazioni, di sofferenze e gioie. Ogni piatto di pasta è allo stesso tempo memoria di povertà e di ricchezza, di tempo di festa e di momenti di privazioni.» L’iniziativa ha avuto come gli scorsi anni finalità benefiche. Le somme raccolte nei diversi eventi andranno a sostenere progetti locali mirati, che mettono al primo posto il sostentamento e la dignità dell’uomo.

www.bancopopolare.it

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Carlo Ottaviano – da quarant’anni è giornalista professionista. Ha svolto la sua attività in Sicilia, dove è nato, a Roma per vent’anni e a Milano, dove vive. Cronista di nera negli anni Settanta, giornalista economico– sindacale negli anni Ottanta, televisivo alla fine del Millennio, negli ultimi 15 anni si è occupato di enogastronomia. Ha diretto i mensili “Vie del Gusto” e il “Gambero Rosso”. Attualmente scrive per la sezione Macro de “Il Messaggero”, per le pagine siciliane de “La Repubblica” e per “Freccia Gourmet”. Dirige a Montecatini Terme il festival annuale food&Book, dedicato alla letteratura enogastronomica. Tra le sue recenti pubblicazioni, Olio nostrum assieme a Manfredi Barbera, sulla storia dell’olivicoltura nel Mediterraneo.
Silvia Vaulà – titolare dello Studio Fotografico Plastikwombat, approda alla fotografia dopo dieci anni di ricerca scientifica, diplomatasi alla scuola EFTI di Madrid e successivamente formandosi con fotografi quali Zoe Strauss, Richard Kalvar, Guido Harari e Mauricio Alejo. Perseguendo una fotografia con un taglio d’autore, si dedica sia all’attività di fotografa professionista, sia alla ricerca artistica, spaziando dal ritratto alla food-photography. Ha recentemente partecipato con le sua opere a The Others Art Fair e Play With Food ed esposto al Circulo de Bellas Artes di Madrid il progetto sul riciclo degli imballaggi alimentari premiato al concorso internazionale di fotografia “Upcycling”.

 

di Luca Bonacini