Il gnocco e le tagliatelle di Lucio Dalla all’Osteria Del Portico

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Fino a pochi anni fa, per gli abitanti di Casinalbo (Mo), quello era il centro pulsante del paese, un crocevia dove non mancava nulla, la tabaccheria della Pina, il macellaio Cavazzuti, il droghiere Gaetano, ma quello che attirava gente da tutta la provincia era L’Osteria Del Portico, con l’amabile gestione della famiglia Berselli e la cucina tradizionale di nonna Maria. “Il bar, la trattoria e sotto una bellissima cantina, erano stati acquistati da mio nonno Giovanni Berselli nel 1960, per i figli Cesare, Giancarlo, Gigi e Remo, – racconta con un pò di emozione Marisa Berselli – poi nel ’72 proseguimmo mio fratello Ermanno, mia sorella Franca ed io, insieme a Ivo Piombini che veniva ad aiutare il sabato e domenica in quanto fidanzato di Franca. Sotto il bar gelateria, con il gnocco fritto tutte le mattine, i bigliardi, il gioco delle carte, sopra un intero piano dedicato al ristorante pizzeria e in cucina una squadra fortissima con la Pierina, la zia Lella, l’Elide. Una lunga e proficua gestione, che si protrarrà fino al 1987 quando insieme a Ermanno decidemmo di aprire il Sombrero a Settecani”.

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Era una delle osterie più antiche del modenese, come ci confermano un documento dell’Archivio di Stato di Modena datato 19 agosto 1641 e uno del 1773 riferito agli espropri che seguirono alla costruzione della via Giardini, inaugurata nel 1778. All’attività di osteria si aggiunse quella di locanda e di stazione di posta per lo stallaggio dei cavalli, teatro nel 1799 di un curioso episodio legato alle truppe napoleoniche che transitavano da Casinalbo dirette a Modena, le quali saccheggiarono dispensa e cantina (trafugando il contenuto di 6 botti), suscitando nell’oste di allora Biagio Cagarelli una pronta denuncia alle autorità. E anche nel ‘800 e ‘900 fu tutto un susseguirsi di gestioni che seppero mantenere quella funzione sociale aggregante per il paese. “Il locale era molto amato dai casinalbesi – conclude Marisa – al bar c’era una clientela abituale e non mancavano le macchiette del paese come Botti, mentre ai tavoli del ristorante sedevano tanti modenesi e qualche celebrità che veniva a cena dopo lo spettacolo al vicino Picchio Rosso, si videro Enrico Beruschi, i Ricchi e poveri, Bruno Lauzi, Riccardo Fogli, e anche Lucio Dalla, per le tagliatelle al ragù, i tortellini in brodo, i tortelloni al ragù di pancetta, gli gnocchi di patate, gli arrosti, la pizza e gli imprescindibili gnocco e tigelle. Il Portico dopo alterne gestioni cesserà definitivamente l’attività intorno alla fine degli anni ’90.

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di Luca Bonacini

Pubblicato (in versione ridotta) su QN Resto del Carlino – marzo 2019