La pizza segreta de la Smorfia

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A pochi passi dalla Torre dei modenesi e dalla secolare Abbazia di Nonantola (Mo), una pizza che si fa davvero ricordare. La consolidata reputazione di questa insegna e il crepitare del rassicurante forno a legna preludono ad un’autentica esperienza gastronomica, che si conferma al momento dell’assaggio. La fanno da padrone una gustosa cucina di pesce e l’originale pizza napoletana vero must de La Smorfia, che si distingue per morbidezza, fragranza, farciture con ingredienti sceltissimi, e lunghe lievitazioni che arrivano fino a 48 ore, ma soprattutto per gli impasti, preparati quotidianamente da Rosa Gatti con ricetta segreta. Ad attirare qui, gli appassionati della più autentica e verace pizza napoletana, sono la piacevolezza di una ricetta collaudata oltre quarant’anni fa da Nicola Gatti (papà di Rosa), gestore di successo di alcune famose insegne modenesi, tra cui il Vesuvio, il Portichetto, e il Kiker di Vignola, poi lasciate ai figli. Una vera e propria tradizione di famiglia verso la buona ristorazione, che non accenna battute d’arresto, e che si conferma anche con l’apertura della Smorfia di Nonantola, il locale inaugurato quattordici anni fa da Rosa Gatti, negli ambienti che ospitavano una calzoleria e una macelleria. Una crescita costante che giorno dopo giorno consolida una clientela fedele, e nel 1999 si incorpora una seconda sala, che insieme al fresco dehor, aumenta cubatura e confort. Ma è tempo di una nuova sfida per Rosa, che nei primi mesi del 2014 raddoppia, portando con sé quella ricetta ignota e buonissima, per inaugurare La Smorfia2 in via Cavallerini a Modena. Intanto, la figlia Giulia – dopo gli studi in Biologia – decide due anni fa di lasciarsi condurre dalla passione per la cucina, coltivata fin da bambina, e si mette in gioco, prendendo le redini dell’affermato locale nonantolano, insieme al papà Claudio e a mamma Rosa. Ogni settimana si sfornano quasi 1300 pizze, e la presenza della giovane Giulia infonde nuovo entusiasmo a un’insegna che si può ormai definire storica. Nuovi spunti gourmet arricchiscono la carta, resa ancora più attenta alla stagionalità, e alla selezione degli ingredienti, in buona parte campani, come il fiordilatte, la bufala, la passata di pomodoro, le alici di Cetara, e i pomodori ciliegini, mentre i salumi arrivano da produttori locali. Sul fronte della cantina non mancano interessanti proposte dell’Italia vinicola, selezioni di birre artigianali, e un robusto reparto dedicato al lambrusco di selezionati produttori locali.

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di Luca Bonacini – QN Resto del Carlino – aprile 2017