Il Ducato a tavola, nella Guida di Errica Tamani

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Io la ammiro Errica Tamani. Visitare personalmente 180 locali, di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, assaggiandone con cura la cucina, per valutare i piatti migliori (pur mantenendo una forma perfetta), è un’impresa davvero titanica, e alquanto appetitosa. Un’opera di cui i gourmet e i buongustai d’Emilia le sono grati perchè non assomiglia a nulla di ciò che c’e in libreria. Collaboratrice di Identità Golose e Gazzetta di Parma, ma soprattutto palato eccelso, ci svela con competenza e ricchezza di dettagli, l’odierno universo culinario, tipico, gourmet, innovativo, etnico, e ci conduce alla scoperta dell’arte gastronomica nelle sue multiformi espressioni, scandagliando come è accaduto poche altre volte, le tre provincie emiliane. Un corposo ma tascabile compendio, che risponde alle esigenze dei tempi moderni di impiegare il poco tempo libero che abbiamo nel migliore dei modi possibili, scegliendo cioè la migliore delle tavole, sia che si tratti di consumare un tramezzino, una pizza, un pasto tipico, di bere una birra, un calice di vino, un cocktail, o di festeggiare una ricorrenza importante in un contesto sontuoso. Una guida sintetica ma al contempo particolareggiata, dove non si attribuiscono voti, scritta per il lettore, senza alcuna supponenza o eccessiva indulgenza, e senza nessun intento di compiacere il ristoratore, un’affidabile Baedeker, da tenere pronta all’uso, quando si deve scegliere il locale giusto, che ci anticipa con schiettezza, se andiamo in quel luogo a cena che cosa accadrà. In un panorama nel quale il consumatore si evolve, ed è sempre più esigente, si è ampliato il livello di conoscenza di ognuno di noi, e si moltiplicano i social e le recensioni non professionali, che spesso e volentieri dileggiano il lavoro di altri, si sente il bisogno di fonti da consultare che siano davvero super partes, scritte da professionisti, che conoscono la materia e ci mettono la faccia. La pubblicazione, giunta alla terza edizione, quest’anno annovera non solo Parma e provincia, ma anche i restanti territori un tempo appartenenti al ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, secondo il Trattato di Fontainebleau del 1814, in un invito al viaggio e a scoprire luoghi meravigliosi, fatti di suggestioni storiche di grande respiro, partendo da Parma, proclamata città creativa della gastronomia Unesco, con le magioni di importanti casati nobiliari, e i luoghi prediletti da Maria Luigia moglie di Napoleone, oggi custodi di tesori dell’arte dal valore inestimabile. Un invito a vivere le ridenti colline, i castelli matildici, e le nebbie della Bassa amata da Verdi e Guareschi, insieme a un microcosmo di aziende agro alimentari che producono prosciutto, Parmigiano, lambrusco, olio, pomodoro, e tanto altro, bandiere del migliore made in Italy. 200 pagine da leggere tutte d’un fiato o da consultare all’occorrenza, dense di puntuali recensioni che rivelano l’anima di artigiani del gusto noti e meno noti, ma tutti assolutamente da conoscere. Ogni scheda è munita di utili simboli che caratterizzano ristoranti, pizzerie, segnalano la particolare cura nell’assortimento e nel servizio di birre; la propensione alla cottura alla brace; alla cucina di pesce; alla preparazione di piatti con i funghi; alla ricerca e alla selezione di formaggi e salumi; alla selezione di vini e cocktail. E dulcis in fundo, l’imperdibile appendice che dichiara senza mezzi termini i migliori indirizzi delle tre provincie secondo l’autrice, divise per le numerose specialità: a Parma la migliore torta fritta, i salumi, gli anolini; a Reggio Emilia i migliori cappelletti, i bolliti, la zuppa inglese; a Piacenza la migliore bomba di riso, i pisarei e fasò, lo zabaione.  Il volume è reperibile in edicola insieme alla Gazzetta di Parma. Buon appetito!

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di Luca Bonacini