La Lumira convince e va oltre

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Si comincia con una soffice e fragrante crescentina farcita generosamente con lardo, rosmarino e Parmigiano, adagiata su un’autentica ‘tigella’ di terracotta calda, che ne mantiene il calore fino al termine del boccone, sgombrando il campo da incertezze sulla visione che il patron della Lumira Carlo Alberto Borsarini ha del territorio. Ma non ne seguiranno altre, è solo l’abbrivio di un percorso che tocca molte delle ricette care a tutti noi, in un affresco della cucina emiliana che ha pochi rivali e ammette riletture che riescono con successo nella difficile impresa di migliorare l’originale. Con la Parmigiana Reggiana si raggiungono picchi di piacere assoluto.

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Le melanzane dorate, incontrano la cipolla marinata al balsamico e una besciamella di Parmigiano (da Nobel), senza pomodoro, in luogo di un delizioso ragù di prosciutto, rimettendo in discussione l’intera architettura del piatto. Poi ci sono i ‘tortellini impannati’, con crema di latte e chips di Parmigiano;

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le lasagne con ragu di piselli; e i tortelloni alle lumache, scalogno e pane fritto, un piatto ‘zingaro’ perfezionato dal papà di Carlo Alberto negli anni ’80, oggi rivisitato nuovamente con un ripieno di ricotta, aglio, prezzemolo, che qualche anno fa fruttò un onorevolissimo secondo posto alla sfida sui primi piatti tra Modena e Bologna.

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Il nuovo menu della Lumira, ben raccontato in sala da Concetta detta “Concy” (moglie di Carlo Alberto), è una buona scusa per assaggiare anche i piatti di mare, come ‘il Polpo’, ‘la Spigola’, ‘il gran fritto’,

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e concludere concedendosi il meritato ‘Babà Emiliano’, preparato con l’impasto della ciambella cotto a vapore, farcito con crema pasticcera, Vov e amarena Fabbri. Un’insegna che ha guadagnato posizioni su posizioni nel cuore e nel palato dei gourmet modenesi e bolognesi, sia per la qualità della cucina che per la personalità del suo patron. Alla Lumira quando ti alzi non hai solo mangiato bene, è l’intera esperienza che ti ha lasciato qualcosa.

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di Luca Bonacini 

Pubblicato su QN resto del Carlino – Giugno 2020