DALLA ALDINA TRADIZIONE MODENESE PURA

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La Trattoria Aldina
nel cuore di Modena
di Luca Bonacini


La
giornata dell’Aldina è scandita da un preciso rituale. Alle 7 e un quarto
Gaetano è in mercato a fare la spesa, dove sceglie con cura dai collaudati
fornitori trentennali, le carni, le verdure, la frutta, il pesce se è venerdì,
il Parmigiano. Alle 8 si comincia a preparare il ripieno dei tortelloni di
ricotta e di zucca. Alle 10 si mettono sul fuoco il ragù, gli umidi, gli
arrosti, e si preparano le tagliatelle. Alle 11 ecco le rezdore occuparsi dei tortellini,
verranno chiusi con cura mettendo il ripieno, stando attenti che non si secchi
la pasta. Il fascino dell’Aldina è rimasto immutato negli anni, da quando negli
anni ’50 era solo una mensa, e nel ’73 divenne trattoria, salire quella rampa
di scale e pranzare a un tavolino guardando fuori mentre il Mercato di Via
Albinelli pullula di gente, ha un sapore tutto particolare. Un luogo non luogo
che ti da la sensazione di essere sospeso nel nulla, e invece sei in pieno
centro a Modena, in una delle zone della città che ancora vive intensamente ed
è tutto un via vai di biciclette e persone. 
Nulla è stato toccato da quando nel
settembre 2009 la trattoria è stata rilevata da Gianluca Ferri, tanti anni al
ristorante il Giardinetto; e Gaetano Strippoli, una vita accanto a Vinicio, il
maestro di molti; divisi rispettivamente in sala e in cucina. Certo la lunga
gestione di Assunta ha lasciato il segno e sono molti ancora che la ricordano
con affetto, ma la nuova compagine ha saputo prendere il testimone al meglio,
mantenendo le ricette, l’impostazione, gli elementi di arredo e addirittura il
personale, unica concessione alla modernità la posateria e i coltelli della
cucina giunti ormai al capolinea. Ogni tanto si aggiunge un piatto al menù che
più nostrano non si può, e che è noto per le porzioni generose, ma sempre e
comunque in osservanza alla tradizione geminiana più vera, e allora ecco fare
capolino la trippa alla modenese, un piatto ormai dimenticato. Un elogio alla
tradizione che conta numerosi estimatori, modenesi di rango, operai al lavoro
in un cantiere vicino, impiegati di banca, gente del mercato, e anche i
giapponesi hanno scoperto l’Aldina. Alessandro Gassman, arrivò con altri due
attori senza prenotare e si accontentò di sedere in un piccolissimo tavolino,
ma ahimè chiese “tortellini al ragù” (!); Umberto Orsini che ordina il solito
bollito; Massimo D’Alema che assaggiò un po’ di tutto.
Pubblicato sul Restodel Carlino 2013

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