
Fanano si accende di eventi in queste settimane e il turismo risponde. Un’affluenza importante, che lascia intuire quanto la località montana sia nel cuore dei visitatori, non solo per le temperature più abbordabili, ma anche per il centro storico curato, la storia che rappresenta, la gastronomia e naturalmente il fitto palinsesto di eventi. Tuttavia i riflettori in questi giorni sono tutti per re Mirtillo, celebrato con tutti gli onori nella sua capitale, attraverso iniziative piccole e grandi, come il mercatino dell’artigianato, la “Via del Gusto”, i laboratori dedicati ai bambini, riconfermando orgogliosamente il legame pluridecennale che lega la piccola bacca a Fanano. Non vi sono molte cittadine che dedicano a un piccolo frutto, un’opera d’arte di grandi dimensioni, come quella che accoglie i vacanzieri che giungono dalla Fondovalle, all’ingresso del paese. L’atteso appuntamento che ricorre puntualmente nella prima quindicina di agosto ritorna anche quest’anno e domenica 9 agosto alle ore 17,30 in piazza Corsini, nel cuore di Fanano, raggiungerà il clou, con una vera e propria immersione nella storia del mirtillo, per scoprire, gli elementi che lo rendono un alleato della nostra salute, gli estimatori illustri che lo hanno amato e quanto sia un frutto poliedrico se impiegato in cucina, pasticceria e gelateria, attraverso un evento che si stima attirerà un pubblico tra le 600 e le 800 persone. Quest’anno l’ospite d’onore dello show-cooking, sarà il maestro gelatiere Massimo Borellini della Gelateria Slurp di Modena, una gelateria storica, fondata nel 1989, che dialogherà con Luca Bonacini, alla scoperta del piccolo frutto selvatico dal particolarissimo colore violaceo. Una piccola bacca, dal sapore intenso e dolce, con una nota acidula e sentori di bosco, muschio e frutti di rovo, che diventerà ingrediente di un goloso semifreddo preparato sul palco dal maestro gelatiere Massimo Borellini, ideato nei mesi precedenti all’evento, insieme ai soci Flora Grata e Cristian Venturelli. Come ogni show cooking che si rispetti, l’evento raggiungerà il culmine con un assaggio gratuito offerto a quanti parteciperanno all’appuntamento. «Sarà un’occasione per assaggiare un’inedita mousse alla crema di latte, che abbiamo preparato con latte che proviene da una fattoria del nostro Appennino, a cui aggiungeremo il mirtillo nero selvatico di Fanano, una vera delizia per il palato», anticipa Massimo Borellini. «E’ un frutto capace di mettere d’accordo tutti, golosi e salutisti, con ricadute positive sul nostro organismo», conferma il giornalista eno gastronomico Luca Bonacini, autore del volume “L’armata del mirtillo nero”, edito da Artestampa, che affiancherà l’esperto gelatiere nel corso del talk, precedendo l’assaggio del dolce preparato per l’occasione. Ma non solo, nel corso dell’iniziatica ci sarà modo di conoscere anche chi raccoglie il pregiato frutto dell’Alto Appennino, mediante il caratteristico piccolo rastrello e lo lavora con mani esperte, per farne marmellate, composte, succhi, grazie alla testimonianza di Stefano Baraldi, della rinomata azienda “I Rodi”: «per il mirtillo nero selvatico questo è un anno positivo: ci sono qualità e quantità, anche se non riusciremo a soddisfare tutte le richieste, che sono in costante crescita» – conferma l’imprenditore, nel pieno della stagione del mirtillo, mentre non mancano elementi di forte preoccupazione, dati dal cambiamento climatico, che si manifestano anche a queste altitudini. «Ogni anno vediamo che le piante di mirtillo crescono un po’ più in alto: si adattano per trovare il microclima più favorevole, perché la temperatura è aumentata anche da queste parti. Durante l’inverno, inoltre, le nevicate sempre più scarse, indispensabili per creare le condizioni ideali per la crescita, tolgono vigore alle piante», prosegue Baraldi, che da oltre trent’anni frequenta le “praterie”, come vengono chiamate localmente le vaste distese nelle quali cresce il mirtillo selvatico.

«Da un lato siamo impegnati nel sostegno al territorio – aggiunge Luciana Serri Presidente dell’Ente per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, già Consigliera Regione Emilia Romagna – quindi, anche nella promozione del prodotto e dei suoi derivati. Un esempio è la partecipazione alle fiere. Dall’altro portiamo avanti un impegno diretto per tutelare l’ambiente e la biodiversità. Alla fine di ottobre saremo al Festival della Scienza di Genova: sarà un’occasione per far conoscere il mirtillo nero selvatico e approfondire le peculiarità dei terreni sui quali si sviluppano le praterie. Stiamo muovendo i primi passi, ma vi sono importanti azioni, già messe in campo e di prossima realizzazione, che cominciano a dare i risultati sperati». Insomma, un appuntamento da non perdere, che promuove con intelligenza l’alleanza dei sapori modenesi, ma sancisce anche l’unicità del mirtillo nero selvatico, prodotto che rientra non a caso tra le ventisei eccellenze agroalimentari modenesi riconosciute dal marchio “Tradizione e sapori di Modena” e si fregia del marchio di tutela “Mirtillo nero dell’Appennino Modenese”, promosso dalla Camera di Commercio di Modena in collaborazione con il GAL, il Parco dell’Alto Appennino Modenese e le Comunità Montane del territorio.

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A cura di Francesca Gianotti.


