Eventi imperdibili

Eventi imperdibili

Il Barbecue di Santo Stefano
di Luca Bonacini
Dopo i gioiosi eccessi alimentari di Vigilia, Natale e Santo Stefano, non pensavo di uscire la sera del 26 per andare a cena. Ma l’invito che mi arriva da Enrico Vignoli per un evento patrocinato da Slow Food, è troppo intrigante: “Fuochi e Santi” è lo slogan della mail, e si fa riferimento a un non ben precisato barbecue serale con degustazione di birre artigianali, e un pacco da scartare sul posto che conterrà il menù della serata. Telefoniamo per confermare e alle 18 siamo là. Il locale dove si svolge la degustazione è la Lanterna di Diogene, un’osteria gestita da ragazzi diversamente abili, alcuni genitori e operatori, ubicata tra Solara e Stuffione di Ravarino, di cui ultimamente si sta parlando un gran bene. Un esperienza del tutto unica che merita attenzione nel panorama della ristorazione modenese, fare impresa scombinando i soliti schemi, in un ambiente di lavoro dove le diversità sono un valore, non una complicazione, un luogo dove stare bene e far star bene, ricavando in un clima umano ciò che serve al proprio sostentamento. La giornata inizia presto alla Lanterna di Diogene, ed è Giovanni a coordinare la squadra, oltre all’osteria, bisogna occuparsi di orto, frutteto, vigna, pollaio, e recinto dei maiali, e come Diogene viveva in una botte e andava in giro con la lanterna in cerca dell’uomo, anche i ragazzi della cooperativa camminano incontro all’altro mentre sono in cerca di sé stessi, cercando di risvegliare ciò che è assopito. Tutti sono utili, e mentre si affrontano paure, rabbia, insicurezze, si impara a cucinare collaborando al bene comune, e si sfornano quotidianamente ottimi primi di sfoglia, stracotti, arrosti, insaccati di maiale, il salame di cioccolato, la zuppa inglese, le crostate, e la torta Bomportese di pere, secondo i dettami della tradizione più vera, pensata per esaltare il gusto naturale dei prodotti della terra. Il casolare di campagna accanto all’argine del Panaro, è ben ristrutturato, e arredato con gusto e sobrietà, e l’evento è preparato con cura da Enrico. Nel giardino e nel portico già gremito di ospiti, ecco alcuni grandi bracieri accesi, una ragazza che suona la fisarmonica; l’odore di legna bruciata, un banco con la carne da poter scegliere per gli spiedi; la degustazione di Giorgio del Birrificio Emiliano; il cuoco della Francescana Yoji Tokuyoshi, che ha preparato un’invitante zuppa con spugnole, e guanciale di maiale. E c’è anche il biliardino! L’idea è buona, una cena in piedi diversa, a base di assaggi genuini e birra artigianale, l’atmosfera estremamente conviviale, ognuno si cuoce il cibo e se lo porta al tavolo, il tutto a un prezzo contenuto. Occasioni conviviali che di questi tempi, sono assolutamente da incoraggiare.
 Pubblicato sul  Resto del Carlino 13.12.2011

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *