Osteria Gucci a Firenze, by Massimo Bottura

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In Piazza della Signoria a Firenze, da qualche tempo ci si sente un po’ a casa. Palazzo della mercanzia, dove la maison Gucci ha le sue radici e il suo Museo, con pezzi unici come l’abito dedicato all’affascinante Simonetta Vespucci, musa ispiratrice del Botticelli o il foulard realizzato nel 1966 per la principessa di Monaco Grace Kelly, ospita al pian terreno ‘Gucci Osteria Firenze’. Un’insegna stellata Michelin, aperta da Massimo Bottura nel 2018 insieme alla maison Gucci, frutto della storica e profonda amicizia che lega Bottura a Marco Bizzarri, presidente e ceo del marchio, dove l’acclamato imprenditore e chef, ha saputo declinare in chiave internazionale la sua passione per l’arte e la creatività, non rinunciando a un pizzico di modenesità. Come sempre inclusivo nel coinvolgere chi gli è stato accanto dimostrando estro e capacità, ha posto alla guida della cucina due suoi stretti collaboratori: Karime Lopez e Takahiko Kondo detto Taka. La prima viene dal Can Fabes in Catalogna, dal Mugaritz di San Sebastian, dal Noma di Copenhagen, dal Central di Lima e dall’Osteria Francescana. Il secondo, che è anche il marito di Karime, giunto da Gucci Osteria in primavera, è stato 17 anni alla Francescana dando vita insieme a Bottura a piatti iconici che hanno segnato il luminoso passato della pluripremiata insegna modenese. La cena è un’autentica esperienza ad alto tasso di piacevolezza, tutta tecnica e conoscenza delle materie, dove la creatività si fonde con l’inesauribile bacino di tradizioni e prodotti italiani, senza preclusioni verso culture e idiomi lontani. Un insegna che funziona, dove puoi trovare seduto accanto a te Giorgio Pinchiorri o una coppia di giovani ventenni che vogliono scoprire i segreti dell’alta cucina, tra atmosfere rinascimentali, pareti decorate con gli stemmi delle corporazioni fiorentine e raffinati rimandi contemporanei, che fanno il paio a uno stuzzicante menu concepito contaminando felicemente i piatti della tradizione emiliana e toscana e la cucina internazionale. Una carta dove perdersi e ritrovarsi ripercorrendo le suggestioni dell’Osteria Francescana, casa madre di progetti inclusivi che guardano all’uomo e alle identità territoriali più autentiche. Lasciarsi guidare è la migliore delle opzioni. Succulenti e golosi il bignè con pappa al pomodoro glassato al Parmigiano 24 mesi e la granita con anguria e caprino. Stupefacente ‘il cannolo che voleva diventare cannellone’, ripieno di una mousse di ricotta salata che cela uno stuzzicante ragù. Sontuoso ed elegante il filetto di Chianina alla Rossini con lo storione al posto del foie gras. Straordinarie, la ciliegia nelle diverse texture e la meringa scomposta. Non secondo alla cucina il personale di sala, attento, competente e mai lezioso, elemento di spicco di un’esperienza totalizzante. Nel 2019, a meno di due anni dall’apertura, la Gucci Osteria ha ottenuto una stella Michelin.

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 Di Luca Bonacini

Pubblicato su QN Resto del Carlino in versione ridotta, nel settembre 2022.