I 100 anni del Premio Bagutta

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Milano festeggia i cento anni del Premio Bagutta. Era il 1924 quando la trattoria Bagutta apriva i battenti nei pressi di Piazza San Babila, nel cuore di Milano, con l’ottima cucina toscana di Giulia, moglie di Alberto Pepori capostipite e fondatore, nativo di Fucecchio. Poi verrà Mario, laureato in farmacia, entrato presto a collaborare nel locale, in seguito affiancato dal figlio Marco, che proseguirà sino alla chiusura nel 2016. Tre generazioni votate a un insegna, dove la cultura e l’arte si mescolano a una cucina impagabile, fatta di rigatoni al ragù, fritto toscano, finocchiona, castagnaccio, fiorentine, Chianti e i prodotti che arrivavano direttamente dalla Toscana. Tra i clienti più assidui anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. E dopo soli due anni, l’11 novembre del ’26, nasce all’interno del locale milanese, il più antico premio letterario d’Italia, enclave d’arte e di cultura. I fondatori sono 11, tra cui Riccardo Bacchelli e Orio Vergani, ma anche due modenesi: lo scrittore Paolo Monelli e il pittore Mario Vellani Marchi (sopra, una delle opere dell’artista: il Cenacolo del Bagutta). Giovani, squattrinati, età media 26 anni, ancora lontani dal successo, che riusciranno a creare qualcosa che ancora non c’era, ispirandosi al premio francese Goncourt, nato nel ristorante Drouant di Parigi, con premiati del calibro di Marcel Proust e Simone de Beauvoir. E il Bagutta non sarà da meno, premiando intellettuali di prestigio, come Soldati, Gadda, Comisso, Cardarelli, Calvino, Sciascia, Ginzburg, Levi, grazie a giurie con figure di spessore, come Eugenio Montale e Dino Buzzati, scoprendo talenti, anticipando i tempi. Nel 2016 il ristorante Bagutta ha chiuso, ma alcuni milanesi virtuosi, hanno salvato le opere più significative di Vellani Marchi, che erano appese alle pareti del Bagutta e ora sono esposte alla Fondazione Pasquinelli. Malgrado la chiusura del ristorante dove è nato, il Premio continua ad essere un appuntamento per la cultura italiana e si dimostra in salute, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti e da Andrea Kerbaker, che insieme a una giuria di chiara fama, continua a garantirne lo svolgimento. Un grande evento annuale, che non dimentica le sue radici e come da tradizione si svolge a cena. Scorrendo l’albo d’oro scopriamo autori affermati, promettenti, scrittori, giornalisti, storici dell’arte, letterati e anche lo scrittore modenese Antonio Delfini, che riceverà l’ambito riconoscimento nel 1957. L’autore de ‘Il Ricordo della basca’, grazie a un’opera scritta due decenni prima, verrà insignito del ‘Premio Bagutta – Vent’anni dopo’, una sezione creata ad hoc, lasciando intuire, l’ammirazione che larga parte degli intellettuali dell’epoca, nutriva verso di lui. I 100 anni del Premio Bagutta, sono stati ricordati a Milano il 1° marzo 2026, con un evento a Palazzo Marino; una mostra, che si è conclusa il 2 aprile, alla Kasa dei libri, con la ‘kollezione‘ libraria di Andrea Kerbaker, storico segretario del Premio, attraverso cimeli e tutti i libri che hanno vinto, esposti nelle loro edizioni originali, come la prima e rara edizione de ‘Il castello di Udine‘, di Carlo Emilio Gadda, uno dei primissimi premiati. Come da tradizione l’arte e la letteratura si fondono nella storia del Bagutta e all’evento non poteva mancare il contributo di dieci artisti che hanno esposto una serie di poster celebrativi. Le celebrazioni dell’importante anniversario, si concluderanno in autunno 2026, con un evento tra Letteratura e Musica, organizzato insieme al Premio Paganini di Genova.

A cura di Luca Bonacini

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