Una mano tesa per i bambini del Kimbondo

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Ancora una volta è un’associazione volontaristica a dare risposta a una vera e propria emergenza, che riguarda i bambini di strada, disabili e malati, che versano in condizioni di estrema povertà e malnutrizione, in aree dove non mancano conflitti armati, sfruttamento minorile e abusi. E’ avvenuto, lo scorso 6 giugno, a Villa Cesi, dove si è tenuta la prima edizione di “Plates Up!”, un evento dedicato ai bambini di Kinshasa, organizzato da Moninga Odv, una realtà associativa, fondata a Modena nel 2015, che realizza progetti umanitari e di sostenibilità, in Congo ed Etiopia, rivolti a bambini e disabili. La cena di beneficenza, a cui hanno aderito con generosità, circa 150 persone, ha visto l’esclusiva partecipazione di Franceschetta58, che ha curato il percorso gastronomico, un’insegna modenese che in questi anni ha sempre posto al centro della propria identità, progetti che guardano al sociale, come la sinergia con la casa circondariale di Modena: “Quattro portate, fedeli alla nostra filosofia, pensate in esclusiva per questo evento, dove abbiamo voluto valorizzare ingredienti semplici, legati alla nostra pianura modenese, trasformandoli attraverso una visione contemporanea”. – Ha affermato Francesco Vincenzi.

Prima laRosetta di porro e bietola al calore casalingo’, poi ilFusillo al pomodoro arrostitoe laMillefoglie di patata’, per concludere con il dessert vegetaleAsparago, cioccolato e menta’. I piatti hanno scandito la serata, alternandosi a interventi, di autorità, volontari e manager, che hanno fatto capire la profondità del progetto, come Maria Costi, Consigliera regionale Emilia Romagna; Andrea Bortolamasi, assessore Cultura, Politiche giovanili, Modena; Giulia Bosi, assessore politiche giovanili e associazionismo Formigine; Gabriele Goldoni, founder di Moninga, Rachele Battista, Direttrice screening mammografico AUSL Modena, specialista in radiologia e Fabio Di Bernardo, tesoriere di Moninga, insieme alle riflessioni di Chiara Ascari, volontaria di Moninga, Giacomo Faedda, presidente Moninga e di altri volontari. Una mano tesa, che persegue l’obiettivo di prendersi cura di questi bambini, sostenendone lo sviluppo, i loro bisogni primari, curandone le patologie, nutrendo la loro sfera emotiva, cercando di creare infine, un ambiente sereno e una prossimità che li faccia sentire protetti e ascoltati. Chi c’era non ha vissuto solamente un esperienza gastronomica, ma ha potuto immedesimarsi nelle atmosfere del Centr’Africa, andando per qualche ora ai grandi laghi, ai vulcani, all’impenetrabile foresta equatoriale e alla savana congolese, ma anche alle condizioni disumane in cui versano i bambini degli orfanotrofi, in balìa di povertà, malnutrizione, conflitti armati, sfruttamento, carenza di acqua potabile e abusi. Un evento che vede in prima linea Franceschetta58, realtà di Francescana Family, non nuova a sinergie che guardano all’uomo e al sociale e ha sancito la collaborazione con Moninga, condividendo la medesima identità di vedute. Una serata a tinte forti, che ha emozionato e commosso, muovendo interrogativi nei presenti, riguardo a ciò che davvero stiamo facendo di concreto per queste realtà. L’obiettivo della cena, che era di raccogliere circa 20.000 euro per acquistare un ecografo destinato all’ospedale Libota Lisantu, è stato pienamente raggiunto, ma si è andati anche oltre. Un’azienda specializzata ha infatti proposto tre ecografi usati, in ottime condizioni per 10.000 euro complessivi, a cui se ne è aggiunto un quarto, offerto gratuitamente dalla Clinica Fanfani di Firenze. Quindi due ecografi andranno all’Ospedale Libota Lisantu di Kinshasa, uno all’Ospedale di Kingasani e uno all’Ospedale di Kikwit, più un apparecchio radiografico, non previsto, del valore di circa 15.000 euro. “Sapere che la nostra cucina, unita alla generosità di tutti gli ospiti presenti, ha contribuito a superare ogni aspettativa sull’obiettivo economico della serata, ci rende immensamente orgogliosi. Quando la ristorazione si unisce alla solidarietà, si può fare concretamente la differenza nella vita di molte persone.” – ha concluso Francesco Vincenzi, Chef di Franceschetta58.

A cura di Rita Gnoli e Sergio Muratori Casali.

*Articolo pubblicato su QN Media Resto del Carlino, in versione ridotta, nel giugno 2026.

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