A Claudio Sadler il Premio Laudemio

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Non sono molti i ristoranti italiani che possono vantare di essere stati descritti da Ernest Hemingway in un romanzo, uno di questi è il Savini di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, capace di risorgere dopo i bombardamenti del secondo conflitto e ritornare più splendente di prima insieme alla sua illustre clientela, a partire da Charlie Chaplin che affermò “Non ho mai mangiato così bene”, a Luchino Visconti, Ava Garner, Henry Ford, Ranieri e Grace di Monaco, tutti intenti a gustare la milanesità ai suoi tavolini davanti al più bel passeggio della città. Una location d’eccezione che oggi rivive con la cucina eterea e sontuosa dello chef Giovanni Bon, teatro lo scorso 21 gennaio della seconda edizione del Premio Laudemio, un appuntamento molto atteso ideato dall’esclusivo Consorzio di olio di oliva, formato nel 1988 da 21 aziende agricole produttrici della Toscana centrale. Un’associazione di coltivatori che affonda le sue radici nelle tradizioni contadine più antiche della società feudale toscana ed esprime cultivar e tecniche affinate in secoli di esperienza, racchiusi in una bottiglia dal design unico, che potrebbe contenere profumo tanto è preziosa. Un idem sentire tra produttori virtuosi teso a valorizzare e tutelare il patrimonio oleario della Toscana che insieme all’Istria era ritenuto dagli antichi Romani tra i più pregiati, “tanto prezioso che in futuro sarà venduto in farmacia”, amava dire Vittorio Frescobaldi fondatore del Consorzio Laudemio e precursore nella tutela e nell’autoregolamentazione tra produttori. Un tour che ha percorso la Penisola in otto tappe fra gennaio e giugno, incontrando chef di rango che sono stati al gioco, prestandosi a interpretare la loro cucina valorizzando l’olio Laudemio, fino alla serata conclusiva al Savini di Milano, dove attraverso il voto di cinquanta giudici scelti tra giornalisti, blogger, influencer, ed esperti di olio, presenti alla cena, è stato decretato il podio del II° Premio LAUDEMIO®. Un’occasione per assaggiare e degustare l’ultima annata del LAUDEMIO®2018, che è stato distribuito ai tavoli in purezza, per commemorare il 30° anniversario della nascita del Consorzio. Al primo posto Claudio Sadler, chef patron del Ristorante Sadler di Milano, tra i fondatori dell’Associazione “Jeunes Restaurateurs d’Europe”, dal 2012 presidente dell’Associazione “Le Soste”, in rappresentanza di 94 esclusive insegne in Italia e in Europa, che insieme al sous chef Andrea Gianella, ha preparato il primo piatto “Pancotto al Laudemio e rosmarino, tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio, croccante di cereali e tartufo nero”. Sul secondo gradino Antonello Sardi, chef uscente del ristorante “La Bottega del Buon Caffè” di Firenze, con l’antipasto “Crudo di gamberi rossi, erbe aromatiche, polvere di Laudemio”. In terza posizione Matteo Grandi, chef patron del Ristorante “DeGusto” di Soave San Bonifacio (Verona), con il secondo piatto “Crema al Laudemio gratinato, pescato bianco e gambero viola”. Il delizioso dessert fuori concorso, “Gocce di Laudemio, mele al Laudemio e lamponi, gelato al Laudemio con gelo di lamponi”, ideato da Elena Lanza, pastry chef e consorte di Matteo Grandi, ha ricevuto un premio speciale.

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Diana Frescobaldi, Presidente del LAUDEMIO®, e Fausto Arrighi, ex direttore della Guida Michelin e presidente del Concorso, insieme a Francesca Romana Barberini che ha animato la serata, hanno conferito il riconoscimento. “Abbiamo deciso di istituire il Premio LAUDEMIO® – ha spiegato Diana Frescobaldi- per promuovere e valorizzare questo olio unico e pregiato. E per farlo abbiamo scelto quelli che sono senza dubbio i migliori ambasciatori della cultura agroalimentare di qualità: gli chef. Lo scopo del Premio è quindi duplice: da un lato veicolare il LAUDEMIO® nell’alta ristorazione, dall’altro, proprio attraverso il contributo e la creatività degli Chef, far sì che sempre più persone possano conoscerlo e apprezzarlo, diffondendo la cultura del consumo consapevole basato sulla qualità e non sulla quantità”.  _JL8Mxw-.jpeg

www.laudemio.it

 di Luca Bonacini

Crediti fotografici Gargioli Photographer