Gli anni con Vera

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a cura di Luca Bonacini

C’era una strana eccitazione, la sera prima di una route, mentre si preparava lo zaino, scegliendo con cura cosa portare, sapevamo che quella sarebbe stata la nostra casa per una settimana, lunghe camminate, notti in tenda, cucina sul fuoco e la leggerezza di essere ragazzi. Assaporavamo quei giorni, senza sapere che li avremmo ricordati per sempre. Ruscelli da guadare, boschi da attraversare, cime da sfiorare e qualche volta da raggiungere, eravamo elettrizzati da quella bellezza e da quello stare insieme, che era l’essenza della ‘strada’, uno dei principi a cui si ispira lo scoutismo. Ogni giorno era una scoperta. La dimensione del gioco, la spiritualità, la natura, il fuoco della sera, l’acqua gelata del torrente dove lavarsi, la messa celebrata con un altare fatto di zaini e alle spalle un bosco o una cima. C’era anche Vera Nalin in quegli anni, e se oggi ci ha lasciato, vive nel nostro cuore e vi rimarrà per sempre. “La ricordo deliziosa, alle medie e alle superiori, veniva a trovarci in negozio e ci invitò alle sue nozze – Ricorda Francesco – per tutta la vita è stata un’amica tenera”. Stimata professionista, con un avviato studio odontoiatrico pediatrico, anche nel lavoro riversava la sua umanità: “attenta alle persone, ha sempre mantenuto l’ascolto e l’accoglienza col sorriso” – rammenta Roberto. “La voce squillante, lo sguardo vivace, il sorriso spavaldo ma dolcissimo, la battuta pronta” – ricorda Giulia. “Ti vedo sempre bellissima, col tuo sorriso pulito e sincero”, aggiunge commossa Chiara, seguita da Addo: “Se dovessi descriverti con una sola parola, sceglierei semplicemente Luce”, e da Federica: “Il mio cuore è colmo di gratitudine per quanto mi hai insegnato”. Oggi ricordiamo un’amica che non c’è più. Smarriti e con il cuore pieno di angoscia, ricordiamo Vera, con un pensiero, un’emozione, un momento, un sorriso, uno sguardo, cristallizzati dentro di noi, li potete leggere di seguito. La nostra vicinanza va al marito Alessandro, al figlio Cesare e alla famiglia. Buona Strada Vera.

Francesco

Sono stato suo capo scout nei lupetti, era una bambina deliziosa, con la quale c’è stato un feeling fin da subito, da ragazza, la ricordo coscienziosa, dritta, con una visione della vita ben definita, mi si era affezionata tanto e mi veniva a trovare. Un affetto che mi ha dimostrato tutta la vita, quando ci ha invitato al matrimonio, ci ha comunicato che era nato il bambino, è stato un rapporto che non è mai cambiato fin dai tempi che era bambina. Negli scout la ricordo gioiosa e molto semplice, ha sempre avuto principi solidi, la famiglia, la religione, il dovere, ha costruito una vita retta, con un figlio magnifico, laureandosi nei tempi e poi affermandosi nella professione. Quando era ragazzina, alle medie e alle superiori, mi chiedeva dei ricami sui pantaloni, o di dipingerle dei capi, ero felicissimo perché avrebbe indossato qualcosa di unico che aveva solo lei e anche quando eravamo all’estero venne a trovarci con il bambino. Per tutta la vita è stata un’amica tenera”.

Bob

Ricordo Vera come una ragazza molto determinata e decisa. Sapeva cosa voleva dalla vita ed era molto esigente con sé stessa e con gli altri. Spesso da più piccola teneva testa nelle varie attività e giochi ai più grandi. Era sempre presente e sempre pronta a dire la sua supportata anche da due bravi genitori. Ha mantenuto negli anni l’ascolto e l’accoglienza sempre col sorriso, sempre attenta alle persone. Negli ultimi anni ha contribuito a riavvicinare vecchi amici scout e si è presa cura di mantenere i contatti con chi di noi era più lontano riallacciando relazioni che sembravano finite. Personalmente ho avuto la fortuna di vederla con i suoi cani a cui era molto legata, l’ultimo Argo un recupero, e le stesse caratteristiche umane le aveva anche nei loro confronti”.

Giulia

Da lupette a volte tornavamo a casa insieme, io verso via Guarini, tu diretta in via Venturi, verso casa dei tuoi nonni, tu eri in sestiglia Neri io nei Fulvi. Eravamo molto diverse in Reparto, tu Volpi, io Gazzelle. Tu, le mani nelle tasche dei jeans corti (la divisa mai!) la voce squillante, lo sguardo vivace, il sorriso spavaldo ma dolcissimo, la battuta pronta. Io silenziosa ti guardavo. Da te ho imparato a tirare fuori la voce, mentre cantavamo insieme i canti scout o le canzoni di Vasco, Bertoli e De Andrè, la voce andava via per il tanto cantare. Ho sempre ammirato il tuo spirito ribelle ma sornione, più vicino a me di quanto mi aspettassi. Grazie per quel pezzo di strada, mi accorgo oggi di quanto mi è rimasto dentro. Buona strada, ancora vicine”.

Chiara

Ciao Vera, faccio fatica a scrivere di te, perché non riesco ad immaginare che tu non ci sia più. Non riesco a metabolizzare che tu, così di punto in bianco, ci hai lasciato. Mentre dicevo il rosario in chiesa per te, mi sono venuti in mente tutti i momenti vissuti insieme durante la nostra infanzia e adolescenza con gli scout. Eri con me nella mitica squadriglia delle Volpi. Come ci siamo divertite!!!! Mi ricordo le messe, i momenti di preghiera, le uscite di squadriglia, le camminate, le chiacchierate, le risa, i freddi patiti, le nostre costruzioni ai campi, per fortuna c’era l’Eli, perché noi due non eravamo un granché abili, ce lo siamo dette anche recentemente ricordando il nostro passato da scout. Ti vedo sempre bellissima, col tuo sorriso pulito e sincero. Io sempre messa in un qualche modo, sempre in disordine, tu invece, in ogni occasione sempre con la divisa perfetta, impeccabile. Ti vedo fare quel gesto con la mano mentre sposti i capelli indietro. Ti vedo nei momenti importanti assumere quell’atteggiamento sicuro e spavaldo con i pollici dentro le tasche dei calzoncini. Ti ricordo sempre disponibile ad aiutare e soprattutto, cosa rara, ad ascoltare con pazienza e calma gli altri. Mai invadente, ma sempre delicata ed aggraziata. Cara Vera, grazie per la tua amicizia che non è mai venuta meno. Sfoglio il regalo che, insieme alla Checca, mi hai fatto in occasione del mio matrimonio: un album intitolato: “un ricordo della nostra amicizia”, dentro ci sono tutte le nostre foto di una vita vissuta insieme negli scout, un ricordo ora ancora più prezioso. Ciao cara amica, buona strada”.

Nino

Con Vera abbiamo sempre fatto lo stesso percorso insieme, fin dai lupetti, dove eravamo nella stessa Sestiglia, i Neri. Gli aneddoti sarebbero tantissimi… Ricordo un anno, in Reparto, durante l’hike di alta squadriglia a Tarvisio, mentre salivamo verso il rifugio Corsi, in un tratto attrezzato, io ero davanti a lei e, per farla salire su una scaletta di ferro verticale, e cercare di rassicurarla, la legai con un cordino di dubbia sicurezza, ma per lei fu sufficiente. Dopo ci mettemmo a ridere… Altro aneddoto, fu all’ultimo campo estivo di Reparto. Alla fine del campo, mi regalò il suo sacco a pelo Rosso in piumino d’oca; quel sacco a pelo lo uso tuttora”.

Francesca

Ciao Bonni il mio commento va oltre l’esperienza degli scout quindi non so se può stare nell’articolo “Io e Vera abbiamo condiviso l’esperienza dello scautismo della stessa sestiglia/squadriglia e la nostra amicizia è andata oltre condividendo alcune vacanze e poi ho avuto la fortuna che prendesse sia me che mio figlio sotto la sua ala di fantastica professionista, supportandoci anche nonostante la distanza kilometrica che ci ha separato”.

Andrea

Ciao Vera, hai piantato la tua tenda in cielo… Buona Strada per sempre!”

Don Dino

Io l’affido al Signore, alla luce della fede che puo’ illuminare momenti bui come questo. Il Signore sostenga la sua famiglia in questa prova. Ricordo una foto nel libro su San Faustino in cui riceve da me la Comunione nella messa al campo nazionale scout del 1983”.

Addo

Ciao Vera, ci siamo conosciuti al campo estivo in Val di Rabbi nel 1984, ricordi? Era il mio primo campo scout, non conoscevo molte persone, ma con te è stato semplice diventare subito amico. Per te non esistevano sconosciuti: eri sempre disponibile con tutti, pronta a tendere la mano e a regalare un sorriso sincero a chiunque incrociasse il tuo cammino. Se dovessi descriverti con una sola parola, sceglierei semplicemente….LUCE. Avevi una solarità innata, un’energia ed una positività contagiosa che riusciva a far svoltare la giornata anche nei momenti brutti. L’immagine nitida di te che da allora ti contraddistingue ai miei occhi è lo spirito di servizio e di accoglienza, e quel bellissimo sorriso luminoso che per me resterà traccia indelebile e che continuerà ad accompagnare il tuo ricordo: un raggio di sole che ha reso la strada più leggera a chi ti ha camminato accanto. Buona strada carissima amica”.

Federica

Ci siamo conosciute da ragazze, lei nel Modena 1 io in clan nel Modena 6. Negli anni ci siamo sempre ‘seguite’ anche quando le nostre strade erano distanti. Ma poi i nostri studi sanitari, le nostre professioni, i nostri caratteri e la stima reciproca ci hanno legate ed abbiamo camminato insieme, come si faceva sulle strade in montagna in estate, dandoci la mano nelle difficoltà, sorridendo per alleggerire le fatiche e condividendo casi clinici talvolta complicati. È stata l’unica dentista delle mie figlie, prima bambine poi cresciute come tanti tantissimi bimbi, poi divenuti grandi, che hanno avuto solo lei come riferimento sempre… “Cosa dici mamma, andiamo dalla Vera?”. E li su quella poltrona il clima era sereno, le chiacchiere allungavano le visite e si usciva sempre con il sorriso!! Per me è stata sempre il mio “secondo parere”, a cui inviare i miei piccoli pazienti, soprattutto quelli più difficili, le famiglie più complicate e me ne scusavo con lei: ‘Scusa Vera, ma se non li mando da te, dove????’. E sempre accoglienza, professionalità, disponibilità da parte sua e del personale di studio. E quante persone si sono legate a lei e mi hanno ringraziato per aver lasciato loro il suo riferimento. Ogni caso era da approfondire per lei, trattare con cura e dedizione. Il mio cuore è colmo di gratitudine per quanto mi hai insegnato Vera, la cura per ogni persona, la tua grande passione per il tuo lavoro e per lo studio e l’approfondimento di quanto ancora c’era da imparare, ma soprattutto grazie per l’amicizia preziosa che ci ha legato e che ci tiene per mano. Buona strada amica mia. Avrei detto tanto di più”.

Pagnotta

La ricordo solare e piena di vita e di attenzioni per gli altri. Quando la incontravo, mi salutava con un bel sorriso e mi chiedeva come si comportava la sua vecchia squadriglia (credo le Gazzelle) a cui lei teneva tanto e della quale era stata capo squadriglia”.

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